Visioni Cyberpunk – 8

Visioni Cyberpunk – 8. Matrix

 

Matrix – Cast Tecnico Artistico

Regia: Andy e Larry Wachowski
Soggetto: Andy e Larry Wachowski
Sceneggiatura: Andy e Larry Wachowski
Fotografia: Bill Pope
Scenografia: Owen Paterson
Musiche: Don Davis
Montaggio: Zach Staenberg
Effetti: Steve Courtley, Brian Cox, John Gaeta
Anno: 1999
Titolo originale: The Matrix
Durata: 136’
Vietato: No
Origine: USA
Prodotto da: Silver Pictures
Distribuzione cinematografica: Warner Bros Italia (1999) – Warner Home Video

Matrix – Personaggi e interpreti

Neo: Keanu Reeves
Morpheus: Laurence Fishburne
Trinity: Carrie-Anne Moss
Agente Smith: Hugo Weaving
Oracolo: Gloria Foster
Cypher: Joe Pantoliano
Tank: Markus Chong
Apoc: Julian Arahanga
Mouse: Matt Doran
Switch: Belinda McGlory
Dozer: Anthony Ray Parker
Agente Brown: Gordon

Matrix Reloaded – Cast Tecnico Artistico

Regia: Andy e Larry Wachowski
Soggetto: Andy e Larry Wachowski
Sceneggiatura: Andy e Larry Wachowski
Fotografia: Bill Pope
Scenografia: Owen Paterson
Musiche: Don Davis
Montaggio: Zach Staenberg
Effetti: Steve Courtley, John Gaeta
Costumi: Kym Barrett
Coreografie: Yuen Wo Ping
Anno: 2003
Titolo originale: The Matrix Reloaded
Durata: 138’
Vietato: No
Origine: USA
Formato: Scope
Prodotto da: Warner Bros., Village Roadshow Productions, Silver Pictures, NPV Entertainment
Distribuzione cinematografica: Warner Bros. (2003)

Matrix Reloaded – Personaggi e interpreti

Neo: Keanu Reeves
Morpheus: Laurence Fishburne
Trinity: Carrie-Anne Moss
Agente Smith: Hugo Weaving
Oracolo: Gloria Foster
Niobe: Jada Pinkett Smith
Il Merovingio: Lambert Wilson
Persephone: Monica Bellucci
I Gemelli: Neil e Adrian Rayment

Matrix Revolutions – Cast Tecnico Artistico

Regia: Andy e Larry Wachowski
Soggetto: Andy e Larry Wachowski
Sceneggiatura: Andy e Larry Wachowski
Fotografia: Bill Pope
Scenografia: Owen Paterson
Musiche: Don Davis
Montaggio: Zach Staenberg
Effetti: Steve Courtley, John Gaeta
Costumi: Kym Barrett
Coreografie: Yuen Wo Ping
Anno: 2003
Titolo originale: The Matrix Reloaded
Durata: 138’
Vietato: No
Origine: USA
Formato: Scope
Prodotto da: Warner Bros., Village Roadshow Productions, Silver Pictures
Distribuzione cinematografica: Warner Bros. Italia (2003)

Matrix Revolutions – Personaggi e interpreti

Neo: Keanu Reeves
Trinity: Carrie-Anne Moss
Morpheus:Lawrence Fishburne
Smith: Hugo Weaving

Trama

Matrix. Esistono due realtà: una è rappresentata dall'esistenza che conduciamo ogni giorno, l'altra è nascosta e non accessibile a tutti. Neo vuole disperatamente scoprire la verità su Matrix, il mondo virtuale elaborato al computer creato per tenere sotto controllo le persone. Crede che l'unico uomo in grado di rispondere a questa domanda sia Morpheus, personaggio sfuggente considerato l'essere vivente più pericoloso che esista. Una notte, in un locale, Neo viene avvicinato da Trinity, una bella straniera che lo conduce in un altro mondo sotterraneo e gli fa conoscere Morpheus.

Messo davanti alla scelta di continuare a vivere nell’ignoranza o accettare la realtà, Neo opta per la seconda soluzione e si risveglia in un mondo da incubo: l’anno è il 2199, e il pianeta è caduto sotto il controllo assoluto e totale delle macchine. Le IA continuano a tenere in vita gli umani, in uno stato di coma assistito, per sfruttarne le capacità imprescindibili dal loro sostentamento. Neo viene quindi liberato dall’equipaggio della Nabucodnezzar, un hovercraft dei ribelli che si oppongono al dominio di Matrix. A bordo del veicolo egli viene gradualmente e dolorosamente riabilitato, e subisce l’addestramento di Morpheus che vede in lui l’Eletto della profezia. Questi lo conduce quindi alla presenza dell'Oracolo, una donna che ha deciso di vivere in Matrix piuttosto che nella realtà.

L'Oracolo rivela a Neo che presto si troverà davanti a una difficile scelta, e dovrà decidere tra la salvezza sua e quella di Morpheus. Ma il malefico Cypher, roso da invidia per il nuovo arrivato, stermina la squadra di suoi compagni inviati nella simulazione in assistenza di Neo e consegna Morpheus alla polizia che presiede alla sicurezza di Matrix. Solo l’intervento di Tank, l’operatore esterno gravemente ferito, salva la vita a Neo e a Trinity, che decidono di salvare la loro guida, rientrando in Matrix. Nel corso dell’incursione Neo sfida le implacabili forze dell’ordine e Morpheus viene ferito, ma Neo lo trascina via e insieme scappano in elicottero. Braccati dagli agenti al servizio di Smith, Neo si risolve ad affrontare gli inseguitori per mettere in salvo i suoi compagni. Alla fine di un duro e spettacolare scontro con l’Agente Smith, mentre si avvia all'uscita di Matrix, un poliziotto gli spara e lo uccide. Trinity, dall’altra parte del cavo, confessa al suo corpo inanime di amarlo. Anche lei ha ricevuto un verdetto dall’Oracolo, e questo verdetto le rivelava che avrebbe amato l’Eletto. Ormai, dunque, non ci sono più dubbi. Neo risorge e riesce ad imporsi su Smith e gli altri agenti. Tornato alla realtà, Neo si sveglia tra le braccia di Trinity e la bacia, forte di una nuova, illuminante consapevolezza.

Matrix Reloaded. A distanza di qualche tempo dai fatti narrati in Matrix, le cose non sono cambiate molto, ma i pochi mutamenti incorsi stanno facendo gradualmente precipitare la situazione. Le macchine hanno sferrato l’attacco decisivo alla città di Zion, estremo rifugio sotterraneo per la comunità di sopravvissuti all’Apocalisse Cibernetica. 250mila anime, gli unici umani scampati alla connessione obbligata a Matrix, sono in pericolo di vita. Morpheus, contravvenendo alle direttive del suo comandante in capo – e attuale compagno di una sua vecchia fiamma – ma forte dell’appoggio del Consiglio direttivo della città, evita la linea del fronte per consentire a Neo una delicatissima immersione nella Matrice. Solo laggiù, infatti, nel mondo virtuale plasmato dalle macchine per accondiscendere ai sogni di tranquillità di un genere umano assuefatto all’ignavia, il nostro potrà consultare i riferimenti cardinali della sfera cibernetica al fine di trovare risposte alle domande che lo tormentano.

Matrix Revolutions. Neo, privo di poteri, è prigioniero della terra di nessuno, dalla quale solo l’assenso del Merovingio può farlo uscire. Mentre Trinity lo veglia, Morpheus deve adeguarsi alla realtà che l’uomo che credeva essere l’Eletto, il salvatore dell’umanità, altri non è se non l’ennesimo sistema di controllo ideato dagli architetti per assicurare la stabilità di Matrix. L’esercito di Zion, nel frattempo, forte di valorosi volontari combatte per ritardare l’avanzata delle Sentinelle, le terribili macchine da guerra delle IA. A fiaccare la resistenza dei combattenti è anche l’intervento di Smith, ormai divenuto tanto potente da poter distruggere, nella sua folle ambizione, tanto il mondo reale quanto quello simulato.

Liberato dall’intervento di Trinity e Morpheus, Neo dovrà cercare di salvare quanto resta della razza umana – minacciata da una imminente distruzione – affrontando l’agente Smith proprio sul terreno che sempre è rimasto precluso agli umani: la Città delle Macchine.

Critica

In principio era la Matrice… L'unica opera di questa serie, forse, a poter rivaleggiare con Blade Runner quanto alla dimensione del successo e della notorietà raggiunti. Un risultato meritato, eppure un po' generoso. Perché se è vero che alla pellicola dei Wachowski Bros va riconosciuto il merito di aver introdotto nella tecnica cinematografica procedimenti realizzativi assolutamente geniali e innovativi, quanto allo sviluppo dei temi e alla proposizione di spunti riflessivi Matrix non si allontana affatto dal discorso già sviluppato in ambito letterario da Gibson, Sterling, Dick, Maddox, Stephenson e soci. Insomma, un'opera di pregiata fattura e raffinatezza stilistica che per quel che concerne l'evoluzione narrativa resta invischiata nel percorso già tracciato sulla carta. Pur tuttavia, occorre riconoscere al film di aver reso largamente accessibili ad un più vasto bacino d'utenza tali abusate tematiche: e poco importa se la gioventù di questi tempi pare maggiormente catturata dal fascino della moda alla Neo, impermeabile nero e occhiali da sole dal profilo avvolgente - tra qualche tempo i semi riflessivi piantati nelle loro giovani ed ingenue menti germoglieranno, e forse allora apriranno gli occhi sulla nostra realtà attuale.

Opera potente e suggestiva malgrado le pecche, ammaliante per certi versi, che riesce ad intrappolare la coscienza dello spettatore in un loop psichico vincolato dall'esubero di risorse sforgiate e dalla sagra praticamente ininterrotta di situazioni spettacolari al limite del parossismo, Matrix è un film che avvolge con la sua atmosfera onirica e sospesa (il disagio che serpeggia nella città odierna, desolata e dominata dalla solitudine e dall'incomunicabilità relazionale, è resa alla perfezione dalla freddezza della fotografia, il futuro decadente e squallido rievoca i giorni post-apocalittici di Terminator, lo scontro uomo-macchina è elevato all'ennesima potenza) e coinvolge con le situazioni (lo scontro organico/sintetico è avvincente). Certo, alcune lacune di sceneggiatura avrebbero potuto essere sanate da uno script più avveduto: l'idea di sfruttare i corpi degli uomini come batterie appare una provocazione orrorifica gratuita e banale per la sua assurdità, e oltretutto non è nemmeno lontanamente comparabile al terrore lynchiano suggerito da una profanazione delle menti, e i continui, ripetuti, insistiti rimandi alla più eterogenea cultura religiosa (Morpheus/paganesimo, Oracolo/mito ellenico, Trinity/cristianesimo, Zion/rastafarianesimo, meditazioni e risvegli della coscienza di impronta zen) sembrano forzati e vagamente intrisi di una spiritualità soft in tipico stile new-age. Un elemento di novità, tuttavia, forse non proprio progressista, nei confronti dei suoi punti di riferimento Matrix lo offre: ed è la maturazione dell'anti-eroe - figura predominante nella produzione cyberpunk, mutuata dalla tradizione noir - in eroe - con la ripresa del mito del Qwisatz Haderach. Il fatto che un unico uomo, per di più scelto dalla Provvidenza, da cui l'epiteto di Eletto (the One, anagramma di Neo, nella versione originale), possa cambiare il corso degli eventi sorretto dalla forza della sua prontezza d'animo si contrappone all'idea altrimenti ampiamente avvallata dalle vocazioni anarcoidi del movimento di una Storia realizzata dall'incedere collettivo dell'umanità. Laceramento schizofrenico, per altro, connaturato all'orientamento stesso del cyberpunk, anarchico e nichilista al contempo, di ispirazione sia solipsistica - in linea con le direttive del decadentismo - sia marcusista - con la riproposizione di romantici slanci comunitari. Opera complessa, dunque, che riflette l'eclettismo del filone in cui va ad inserirsi. Fondamentale ed ottimista, in attesa di un dignitoso riscontro da parte dei sequel.

E la Matrice tornò alla carica… Le due ore di Matrix Reloaded scorrono via veloci, tra inseguimenti, sparatorie, incubi, inni solenni e spiazzanti incontri con alcune personalità virtuali di primo rilievo. E veniamo così a sapere che la Matrice corrente non è stata la prima ad essere messa a punto, ma rappresenta la settima di una serie: le sue precedenti versioni sono state tutte annullate da una anomalia dovuta all’inevitabile residuo che vieta alle equazioni del codice di compilare una realtà perfetta sorretta dall’armonia della matematica. L’anomalia che attualmente minaccia Matrix, la fluttuazione del codice che ne mette in pericolo l’esistenza, è Neo. Nella struttura stessa della sua coscienza, egli porta infatti la formula operativa per l’azzeramento del Programma. Ciò che ancora resta da decidere è la modalità del reboot del sistema, e Neo si ritrova sopraffatto da un dilemma: può lui, acclamato come l’Eletto, incaricato di portare la libertà al suo popolo, permettere che nell’annientamento del suo nemico vengano immolati milioni di esseri umani prigionieri del sistema, e le cui sorti sono inevitabilmente vincolate al suo destino? Perché tanto elevato è il prezzo per porre termine alle sofferenze di una guerra secolare…

 

Supportato da una perizia tecno-artistica assoluta, Matrix Reloaded si snoda ineccepibile dal punto di vista tecnico quanto narrativo con movimenti di camera straordinari e suggerimenti di riflessione sulla realtà, i valori, la fede, lo spettacolo. Scenografie gotiche che si rifanno a illustri precedenti, una fotografia capace di immortalare con gelida, distaccata perfezione le gesta dei nostri eroi, coreografie strepitose: una interminabile sequela di fenomeni, in definitiva, sorretti da una sceneggiatura che colma le lacune ereditate dal precursore. Perché questo, fondamentalmente, è il cinema: spettacolo e movimento, con occasionali vibrazioni critiche. E l’opera dei Wachowski Brothers è meritevole di stima sotto entrambi i punti di vista.

 

Matrix Reloaded, dunque, ci riporta nel duplice universo realtà/illusione dominato da una ambiguità esasperata dalla magica alternanza di piani temporali. In questo scenario estremamente instabile facciamo la conoscenza di alcuni personaggi davvero singolari: il Merovingio, programma della vecchia guardia che sopravvive nell’ecosistema elettronico controllando i flussi clandestini di informazione, il Mastro di Chiavi, ovvero il programma in grado di controllare le connessioni alle diverse “stanze” del sistema, e, soprattutto, l’Architetto: l’artefice, insieme all’Oracolo poi passato sul fronte opposto, del mondo artificiale di Matrix, ed Esso stesso sintetico. Per di più, le fazioni in campo non si riducono alla dicotomia buoni-cattivi: ai ribelli di Zion, ai programmi di controllo della Matrice, si aggiungono la fazione dei vecchi programmi scampati alla cancellazione e quella capitanata dall’Agente Smith, destato a neofita coscienza dall’epico incontro/scontro con Neo che concludeva Matrix. Personalità forti, che riescono a focalizzare forze concettuali inconsuete: e la storia si carica dunque di stratificazioni e molteplicità di lettura, dagli onnipresenti riferimenti biblici agli spunti gnostici. In un mondo dominato dalle apparenze e dalla complessità, che sembra essere stato dimenticato da Dio e ignorato dalla fede negli antichi valori, un pugno di eroi capitanati da Morpheus (il dio greco del sogno e del risveglio) e da Neo/One, il Solo, l’Eletto, sorvegliato dalla Trinità, si batte per risvegliare le coscienze sopite dell’umanità tenuta in scacco da un Demiurgo e dai suoi Arconti (l’Architetto e gli agenti). In questa prospettiva, non è difficile prefigurare l’imminente sacrificio di Neo, dei suoi interessi personali e della sua vita, alla causa, in una iterazione cibernetica della crocifissione di Cristo. E questo, probabilmente, segnerà la rivoluzione finale del sistema.

 

Ancora su Matrix Reloaded. Premessa: visto il primo Matrix, attendendomi una summa epica del cyberpunk che amavo, vidi tutte le mie fiduciose aspettative di trovarmi di fronte al Blade Runner di inizio millennio miseramente deluse. Frustrato e amareggiato per i superficiali riferimenti - prevalentemente estetici - al movimento di Gibson&Sterling, per mesi indomito e solitario mi battei sui forum inerenti mettendone a nudo incongruenze, lacune ed ingenuità.

Rivedendolo a distanza di tempo, e a freddo, scoprii invece alcuni pregi non irrilevanti, ma mai messi in risalto dagli strenui cultori dell'opera: al di là delle atmosfere alienanti, degli straordinari effetti visivi, una coerenza nuova ed interna serpeggiava sotto le immagini dell'opera dei Wachowski Bros. Erano una celebrazione dello spettacolo l'esasperazione tecnica e la meticolosità riposta nel progetto, e per questo - oltre alla sua evidente funzione mitopoietica - il film assolveva anche a una meno evidente logica narrativa: attraverso la frammentazione dell'azione eseguita dall'esponenziale moltiplicarsi di prospettive e la sua successiva ricombinazione virtuale, le tecnologie avanguardistiche impiegata nella realizzazione generavano nello spettatore lo stesso attonito stupore provato da Neo dinanzi alle rivelazioni di Morpheus. L'illusione, in altre parole, veniva affrontata da un duplice punto di vista, il che è una finezza artistica che difficilmente emerge ad una visione superficiale o prevenuta.

Il secondo episodio della serie, come già accaduto per la saga ormai leggendaria di Alien, non si limita semplicemente a portare avanti il discorso intrapreso, ma ne amplifica le componenti esasperandone le peculiarità. La trama tutto sommato esile del precursore qui subisce una evoluzione che sembra quasi degenerare in una esplosione ipertrofica: il controllo e la padronanza del mezzo espressivo dimostrata dai registi, però, evita a tale complessità di scivolare in un tumore artistoide di dubbia comprensione. La cura riposta nel progetto, infatti, traspare evidente dal tentativo di risolvere le incongruenze e colmare le lacune del predecessore. I dialoghi, mai banali, sono finalizzati ad illuminare la consapevolezza dello spettatore e non a generare uno sbalordimento stucchevole fine a se stesso. Ma la vera protagonista della pellicola, a dirla tutta, è l'azione: il movimento, il dinamismo sono le colonne portanti della sua poetica.

In fondo, cos'è il cinema se non una fabbrica di divertimento? Lo spettacolo, in Matrix Reloaded viene esplicitato in una maniera talmente generosa e spontanea da riuscire addirittura a generare momenti di sana noia nel corso di combattimenti inverosimilmente dilatati: il che non è propriamente un difetto, visto che il mondo che fa da sfondo alle gesta dei protagonisti è virtuale e quindi, per definizione, irreale. A dire il vero, più che uno sfondo questa realtà artificiale partorita da programmi senzienti per tenere a bada l'umanità assurge a dignità di prima donna: mutevole, cangiante, volubile, è anch'essa soggetta al processo di crescita emotiva, di sviluppo psicologico che coinvolge i personaggi. Questa sovrabbondanza di elementi rende il film un calderone davvero unico, in cui rimestano schegge di filosofia, religione ed escatologia, e un'opera straordinaria per la totale, definitiva celebrazione dello spettacolo che si concede parallelamente alla riflessione speculativa.

Poi fu la Rivoluzione. Sempre più debitore rispetto ai propri sofisticati effetti visivi, come sempre curati dal bravissimo John Gaeta, Matrix Revolutions vive intorno a due supreme scene di battaglia: la prima oppone gli automi pilotati dagli uomini alle Sentinelle, giganteschi polipi meccanici lanciati alla conquista di Zion; l’altra è l’epico scontro fra Neo e Smith, in uno scenario apocalittico funestato da una pioggia torrenziale, sotto lo sguardo impassibile d’una miriade di cloni dell’agente. Tolta l’azione bellica, il resto è l’ormai consolidata miscela di misticismo e filosofemi, un po’ new age e un po’ rituale pagano, appesantito dai languori d’una storia d’amore fra Neo e Trinity destinata a non aver futuro.

L’unica nota veramente innovativa dell’ultimo capitolo di questa saga che ormai ha fatto storia, viene dal ribaltamento di ruoli rispetto al capitolo iniziale. Mentre lì erano gli uomini a sfidare le IA sul loro terreno virtuale, adesso si assiste all’infiltrazione delle intelligenze sintetiche nella realtà materiale – tema per altro già accennato nel secondo, sublime episodio – con l’amplificazione delle aspirazioni e pretese di Smith, evolutosi nel corso del ciclo da elemento di controllo di Matrix a causa primaria di destabilizzazione. In un parallelo di composta e studiata geometria, Neo che già era stato osannato quale salvatore dell’umanità nell’ormai secolare opposizione al dominio delle macchine, diventa adesso l’ultima speranza di salvezza non solo del suo mondo, ma anche di quello etereo ed elettronico della Matrice. In un mondo dominato dai riferimenti alla tradizione classica del mondo ellenistico quale è quello ideato dai Wachowski Bros, dopotutto, le sorti degli uomini non potevano che essere mosse dagli oscuri, un po’ capricciosi e spesso mancini propositi del Fato.