2012

World Invasion

di Michael Bay (USA 2009)

 

Sono passati solo 15 anni dall’uscita del superkolossal Independence Day di Roland Emmerich (1996), ed è già pronto il remake, in previsione dell’annunciata Fine del Mondo del 2012. Gli alieni cattivi sono ritornati, più velenosi e bastardi che mai. In realtà del film World Invasion prodotto dalla Columbia e dalla Sony per la bella cifra di 100 milioni di dollari, e diretto da Jonathan Liebesman si parlava già alla fine del 2009. Il problema è che per realizzare gli effetti visivi i produttori del film si sono rivolti ai fratelli Greg e Colin Strause, ed alla loro società Hydraulx che si era già occupata del film Avatar di James Cameron. Quello che non avevano previsto era che con il materiale avanzato e con i guadagni ottenuti i due fratelli registi potessero realizzare in fretta e furia un progetto analogo, Skyline, sempre incentrato su un'invasione aliena a Los Angeles, battendo in velocità tutti quanti e senza il consenso della Sony Pictures. Per questo la Sony sta valutando la possibilità di un'azione legale. Intanto però Skyline con i suoi bagliori luminosi e i giganteschi alieni tentacolati ghiotti di cervelli umani nel gennaio 2011 ha invaso (ancora!) le sale cinematografiche di tutto il mondo occidentale, e benché costato un decimo di quello prodotto dalla Sony, è molto più bello ed interessante. World Invasion è uno dei più brutti film di fantascienza che io abbia visto in tutta la mia vita. Anzi, non è nemmeno fantascienza. Si tratta solo di un pessimo combat film, e basta. Secondo me, è sicuramente una delle opere più guerrafondaie mai prodotte in tutta la storia del cinema. Al confronto il tanto contestato Berretti Verdi di John Wayne (1968) è uno zuccherino per educande. Sono due ore di sparatorie, di grida, di movimenti convulsi della macchina da presa senza un filo di logica. Come in Independence Day, nessun dialogo è possibile con gli alieni, e non è ben chiaro neanche il motivo dell’invasione. Sembra che gli faccia gola tutta la gran quantità d’acqua che si trova sulla superficie del nostro pianeta. Infatti le loro navi spaziali vanno a cadere sempre dove c’è dell’acqua, e l’invasione arriva dal mare. Ma gli oceani esistevano sul pianeta terra già da un paio di miliardi di anni. Come mai gli alieni non se ne sono accorti prima? Con tutti i milioni di anni che avevano a disposizione arrivano solo adesso? Tutti sanno che la civiltà umana occupa uno spazio assolutamente trascurabile nella storia geologica del pianeta. E gli invasori si sono svegliati solo ora e vengono a rompere le scatole proprio a noi? Ma signori, dovrebbe essere chiaro a tutti che si tratta di un’impossibilità statistica e di una cazzata grande come una casa. E questa è solo una delle innumerevoli incongruenze che costellano il film. Ma tutto ciò non sembra interessare né al regista Liebesman, né tantomeno al suo sceneggiatore Bertolini i quali si limitano ad offrire agli spettatori l'ormai usurato background tipico dei film di guerra convenzionali con protagonisti ammazzasette. In questo caso si tratta del sergente Michael Nantz (Aaron Eckhart) il quale ha alle sue spalle una lunga carriera nei Marines macchiata dalla perdita di alcuni uomini nel corso di un'azione sotto il suo comando. Il suo ritorno allo stato civile è già stato decretato quando una pioggia di meteoriti, che si rivelano essere ordigni lanciati sulla Terra da alieni che la vogliono invadere, lo costringe a rimanere in servizio agli ordini del giovane tenente Martinez. La missione consiste nell'evacuare un gruppo di civili rimasti intrappolati dagli invasori e portarli in salvo. Tutto qua. La scarsa fantasia degli gnomi di Hollywood non finisce mai di stupirmi. Ma possibile che non riescano ad inventarsi qualcosa di nuovo? Dopotutto non sappiamo bene che cosa ci sia là fuori. Il risultato comunque è che nel giro di tre mesi ci siamo trovati tra le palle addirittura due film che trattano di invasioni di extraterrestri feroci e sanguinari, ben decisi a sterminare tutto il genere umano. Gli alieni buoni e gentili di Steven Spielberg se ne sono andati altrove, e ci hanno lasciato nelle mani dei satanassi. E se gli extraterrestri non fossero interessati a noi? La loro semplice presenza potrebbe provocare dei danni spaventosi al nostro pianeta, e magari loro non se ne renderebbero nemmeno conto, come un bambino che inconsapevolmente calpesta un formicaio causando morte e distruzione, ma senza avere la coscienza di fare il male. Sto pensando al romanzo La Nuvola Nera (1958) dell’astronomo britannico Fred Hoyle, ma anche a Novilunio (The Wanderer – 1964) di Fritz Leiber, al recconto Le Eresie del Dio Immane (1967) di Brian Aldiss e a molti altri. Nessuno ha mai avuto il coraggio di realizzare un film ispirato ad opere letterarie di questo genere, a parte l’eccezione di Stalker (1979) di Andrej Tarkovskij, tratto dal romanzo dei fratelli Strugackij. Come mai? Io credo che sia per colpa del nostro maledetto egocentrismo che ci perseguita fin dalla nascita. I Mostri dell’ID non dormono mai.

 

Gianni Ursini

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