Franklyn

Non lasciarmi

di Mark Romanek.
(GB –USA 2011)

 

Il film Non lasciarmi (Never Let Me Go) è tratto un romanzo dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, uscitio in Gran Bretagna nel 2005 poi pubblicato da Einaudi nel 2007. La storia è ambientata in un presente alternativo distopico ed è raccontata sotto forma di flashback dalla protagonista del libro. Stessa trama e stesso titolo per il film di Mark Romanek uscito nelle sale italiane alla fine di marzo 2011, fedelissimo al romanzo. Lo scrittore Kazuo Ishiguro dice di avere lavorato per 15 anni al suo romanzo, ma secondo me c'è qualcosa che non va, perché ci sono dei precedenti. Il più famoso dal punto di vista cinematografico è The Island di Michael Bay (USA 2005). Nel 2005 era uscita nelle librerie a cura della RL Libri la riedizione di un vecchio romanzo di Michael Marshall Smith intitolato Ricambi. Pubblicato per la prima volta da Garzanti nel 1997, il romanzo era ambientato in un lontano futuro tecnologico e degradato, con macchine volanti lunghe centinaia di metri, frigoriferi parlanti ed automi comprensivi e materni. Poi c'erano le fattorie di cloni da utilizzare come carne da macello per il mercato degli organi, perfettamente legali, mentre nel film The Island (2005) che si svolgeva in un mondo molto simile al nostro, l’esistenza di migliaia di cloni autocoscienti e destinati al mattatoio era tenuta assolutamente segreta. Anzi, i cloni stessi venivano imbrogliati e mantenuti perfettamente all’oscuro del loro destino, convinti di essere sopravvissuti ad una catastrofe ecologica e destinati ad una paradisiaca isola tropicale, mentre invece il loro vero scopo era quello di essere tagliati a pezzettini per salvare la vita ai miliardari dei quali erano le copie perfette. Nel film Non lasciarmi invece i cloni sono perfettamente coscienti di quello che li aspetta. Kathy H. è una badante che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy. Durante quegli anni i protagonisti vennero informati da una tutrice che il loro destino era già stato pianificato. Kathy si presenta con l'iniziale del suo cognome: ‘H'. Questa mutilazione anagrafica (oltre che citazione kafkiana) prefigura già una privazione dell'identità. I tre protagonisti non accenneranno mai ad un'origine o ad un legame di parentela. Vivono questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, un college mengheliano che li riduce a polli da batteria per servire il progresso scientifico. Sono creature che non diranno mai ‘io'. Il film è un thriller soffuso, cadenzato, con tinte fosche e angoscianti. Prevalgono tonalità grigie dalle divise collegiali alle mura degli ospedali. La scenografia firmata da Mark Digby (The Millionaire) è tutt'uno con lo stato d'animo e la condizione larvale della vita. L'unica vibrazione che scuote lo stato emotivo, destando sogni e desideri, è espressa dal ritornello di una canzone: ‘Darling, hold me and never never never let me go'. Dalla penna di Kazuo Ishiguro, scrittore nato a Nagasaki e cresciuto nel Paese dove è avvenuta la clonazione della pecora Dolly, non poteva mancare un confronto con le conseguenze del progresso scientifico. Un confronto che diviene interrogativo sulla condizione umana, sull'omologazione, la libertà individuale e la pressione di un potere che vorrebbe livellare il pensiero. Il suo romanzo ‘Never let me go' descrive un mondo parallelo dominato dalla clonazione, ma è anche tragicamente umano. Ci sono dentro gli interrogativi sulla scienza, sul senso dell'amore, dell'amicizia e dell'arte. Comunque il pregio maggiore del film come pure del romanzo è il finale pessimistico, con tutti i protagonisti (meno una) anestetizzati ed ammazzati come cani per utilizzare le loro parti vitali. Una volta tanto i cattivi vincono ed i buoni crepano, come succede quasi sempre nella vita. Alleluja!

 

Gianni Ursini

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