The Prestige

Gianni Ursini

 

The Prestige

di Christopher Nolan (USA / GB 2006)

 

 

 

 

 

Come appassionato di fantascienza, sono rimasto entusiasta della visione di The Prestige di Christopher Nolan. Si tratta di un bellissimo film di science fiction girato in puro stile steampunk Ci sono pochissimi film che affrontano il mondo dei giochi di prestigio, e quindi, affamato come sono di novità ed originalità, appena è arrivato sugli schermi italiani mi sono buttato a pesce nella sala cinematografica che lo proiettava. Non sono rimasto deluso. Ambientato a Londra a fine ‘800, con qualche puntata in USA a Colorado Springs, alla prime battute il film di Nolan sembrerebbe il solito polpettone storico sui generis, centrato sulle rivalità professionali di due artisti dell'avanspettacolo, con tutto un contorno di amoralità e vendette, calcoli ed ingegnerie, crudeltà e sopraffazioni. Già, tutto questo sarebbe vero se a circa metà del film non entrasse in scena nientemeno che il grande Nikola Tesla splendidamente interpretato da un irriconoscibile David Bowie. Personaggio storico realmente esistito, Nikola Tesla (Smiljan 1857 – New York 1943) fu uno scienziato di origine croata le cui invenzioni e intuizioni superarono di gran lunga quelle di Thomas Alva Edison (fu tra l'altro l'inventore della corrente alternata, osteggiata da Edison fino alla morte). Purtroppo le sue scoperte furono sottovalutate e dimenticate, tanto che oggi sopravvive solamente la sua fama di personaggio eccentrico, e al cinema egli viene tirato in ballo solo quando si devono imbastire delle storie con invenzioni mirabolanti e straordinarie. Ma nell'interpretazione di David Bowie non c'era nulla di caricaturale ed esagerato. Piuttosto il suo Nikola Tesla sembra un uomo preda di un’ossessione dalla quale non riesce al liberarsi. E questa sua fissazione viene alla fine alimentata dalla volontà di vendetta di Robert Angier (Hugh Jackman), un ricchissimo prestigiatore il quale vuole sconfiggere ed umiliare il suo rivale Alfred Borden (Christian Bale). Ma la macchina che egli ha commissionato a Nikola Tesla per realizzare il teletrasporto umano, comincia a funzionare anche troppo bene, con delle conseguenze inimmaginabili. Ed è a questo punto che il regista impone una decisa sterzata alla trama del film entrando nel campo della fantascienza pura. E fu allora che le mie fosche pupille si inumidirono dalla commozione. Dopo tanto tempo, finalmente un vero film di science fiction tecnologica, realizzato alla perfezione e con un finale mozzafiato che non rivelerò. Il regista Nolan, un vero maestro del cinema di suspense, come in un vero spettacolo di prestigio riempie la prima parte del film con una serie di falsi indizi che solo negli ultimi dieci minuti di spettacolo cominciano ad acquisire un senso, fino alla sorprendente soluzione finale. Ottima la ricostruzione dell’epoca, e degli esperimenti di Nikola Tesla con la trasmissione dell’elettricità ad altissima tensione a parecchi chilometri di distanza senza cavi ma solo per mezzo delle onde elettromagnetiche, realmente avvenuti ed assolutamente documentati. Gli effetti speciali meccanici ed elettrici presenti nelle scene del teletrasporto sono molto belli ed impressionanti, soprattutto la parte sonora che riesce a dare al pubblico l’illusione di trovarsi in mezzo ad una centrale elettrica. Mi hanno fatto venire in mente le scene principali del vecchio film Frankenstein di James Whale (USA 1931), in occasione delle quali furono usati alcuni dei vari generatori elettrici creati dallo stesso Nikola Tesla. Ma non bisogna dimenticare l’interpretazione eccezionale del bravo attore Michael Caine, che nonostante gli anni si sta ritagliando degli ottimi ruoli di spalla, come avevo già avuto modo di constatare recentemente in un altro notevole film di science fiction, I figli degli Uomini, di Alfonso Cuaròn. Complimenti infine alla sceneggiatura di ferro di Jonathan Nolan, fratello del regista, tratta da un romanzo del britannico Christopher Priest, autore non ignoto al pubblico italiano. Molti si ricordano ancora del suo libro Mondo alla rovescia (The inverted world –1974), vincitore del British Award e velocemente pubblicato in Italia nel 1975 dalla casa editrice Mozzi. Nonostante siano passati molti anni da allora, Priest ha continuato a scrivere dell’ottima fantascienza, e le sue opere vengono tutt’ora tradotte in Italia, nonostante l’invasione della fantasy. Per esempio, un suo famoso romanzo del 1984 intitolato Glamour, nel 1993 è stato tradotto e pubblicato dalla casa editrice Perseo Libri con il titolo L’incanto dell’ombra nella collana Biblioteca di Nova SF*, ed è ancora oggi disponibile. Anche la casa editrice Fanucci ha recentemente pubblicato un romanzo di Christopher Priest, dal titolo Esperienze Estreme. The Prestige, scritto nel 1995, è invece ancora inedito in Italia. In conclusione, penso che The Prestige sia uno dei più bei film di fantascienza dedicati al teletrasporto umano di tutta la storia del cinema, molto migliore del famoso Esperimento del dott. K di Kurt Neumann (USA 1958) ed anche del pur ottimo remake di David Cronenberg (La Mosca – USA 1986).