Watchmen: l'ucronia più grande.



... dicevamo che Watchmen inizia con un omicidio, quello del supereroe - o meglio "vigilante", poiché in questa storia, realisticamente, nessuno ha dei veri superpoteri - chiamato "Comedian". La sequenza iniziale della storia è da antologia, e chiarisce subito che Alan Moore non è un autore come tanti altri, ma qualcuno con un suo stile, che sa cosa vuole e come ottenerlo: in un angolo di un marciapiede, dove le persone camminano come se nulla fosse accaduto, si trova una spilletta insanguinata; poi l'inquadratura effettua un lento zoom all'indietro, la spilletta diventa sempre più piccola, e alla fine il punto di vista del lettore diventa lo stesso di un poliziotto che sta guardando verso il basso, commentando "proprio un gran salto".
Ci troviamo nell'appartamento dell'uomo assassinato durante la notte, ai piani alti di un grattacielo di New York; due poliziotti discutono di quanto è accaduto e giungono alla conclusione che a compiere l'omicidio devono essere state almeno due persone. Ma nello stesso momento, servendosi di una tecnica che verrà usata innumerevoli volte nel corso della storia, Moore ci mostra, alternando le vignette "in tempo reale" a quelle "in flashback", come siano andate realmente le cose: l'uomo - ancora non sappiamo trattarsi di Comedian - è stato sopraffatto e scaraventato fuori dalla finestra da un solo assalitore, il cui scopo era senza dubbio quello di ucciderlo, e non gią di rapinarlo, come ipotizzano i poliziotti.

Bastano pochissime pagine, e al lettore è subito chiaro che quest'omicidio nasconde qualcosa di ben più importante: inoltre, la sequenza "in flashback" non mostra mai il volto dell'assalitore, lasciando intuire che deve trattarsi di qualcuno che nel corso della storia avrà la sua importanza. Quanti altri autori sono capaci, in così poco tempo, di costruire premesse di questo livello?

Giunta la sera, il "vigilante" conosciuto come "Rorschach" si introduce nell'appartamento dell'uomo ucciso, scopre un doppio fondo in un armadio, e vi trova un costume e numerose foto che ne provano l'identità segreta (della quale non tutti i suoi "colleghi" erano a conoscenza). Rorschach, che continua la sua attività nonostante sia ormai diventato un fuorilegge, ricercato dalla polizia e detestato dai suoi stessi ex-compagni d'avventura, ipotizza che l'omicidio sia opera di qualcuno che vuole morti tutti i supereroi e si reca personalmente ad avvertire i suoi colleghi. Ma nessuno di loro, né il "dr. Manhattan", unico ad avere dei superpoteri e sempre meno interessato alle vicende del mondo che lo circonda, né la sua donna, "Silk Spectre", né l'ormai ricco e famoso "Ozymandias", che ha avviato un impero economico e non disdegna di fare del merchandising su sé stesso, e neanche "Night Owl", l'unico a rimpiangere i vecchi tempi, lo prendono molto sul serio. Ma gli eventi successivi sembrano invece dargli ragione: dapprima il dr. Manhattan viene accusato di causare il cancro nelle persone che lo circondano (accusa falsa, ma plausibile: l'uomo, se ancora di uomo si può parlare, è in grado di emettere energia a suo piacimento, di creare o distruggere praticamente qualsiasi cosa col solo pensiero, di teletrasportarsi in qualsiasi luogo e così via) e, irritato dalle accuse e dall'isteria dei media, decide di troncare gli ultimi legami che lo uniscono alla Terra e di trasferirsi su Marte; poco tempo dopo Ozymandias viene fatto segno di un attentato, nel quale viene uccisa la sua segretaria (il killer, sopraffatto dall'ex-supereroe, si uccide con una capsula di veleno). Infine lo stesso Rorschach viene attirato in una trappola da qualcuno che avverte la polizia con una telefonata anonima, e viene arrestato, non senza fatica, dalle forze speciali.

Tutto sembra, insomma, confermare l'ipotesi che ci sia qualcuno deciso a eliminare tutti gli ex-supereroi: ma come mai nessun attentato è stato compiuto contro gli ultimi due, Silk Spectre, rimasta sola dopo la partenza del dr. Manhattan, e Night Owl, a sua volta nel mirino della polizia che ne ha intuito l'identità segreta? Ovviamente la faccenda è un po' più complicata di quanto aveva intuito Rorschach: saranno proprio Night Owl e Silk Spectre, costretti dal succedersi degli eventi a tornare in attività e a liberare il loro collega dal supercarcere in cui è detenuto, a trovare la soluzione del mistero. La politica internazionale non è affatto estranea alla lunga serie di attentati: tra l'altro, dopo che il dr. Manhattan ha lasciato la Terra, l'Unione Sovietica, che per molti anni aveva morso rabbiosamente il freno, permettendo agli Stati Uniti di esercitare un dominio assoluto sulle sorti del pianeta, si affretta a recuperare il terreno perduto, invadendo l'Afghanistan (con 6 anni di ritardo) e minacciando anche il Pakistan; Nixon, al suo quinto mandato, medita seriamente se sia il caso di scatenare la guerra nucleare per contrastare il neo-espansionismo sovietico.
Lo sfondo su cui si svolge la storia, insomma, è davvero poco rassicurante, e tutti i personaggi di Watchmen, dagli ex-supereroi ai semplici passanti, sembrano risentirne; un nervosismo strisciante, un'attesa senza fine di "qualcosa" sembra influenzare il comportamento di quasi tutti i protagonisti.
Ma alla fine ogni cosa troverà la sua spiegazione, tutte le tessere del mosaico si ricomporrano quasi magicamente, e tutti gli ex-supereroi si ritroveranno insieme per l'ultima volta, col destino del mondo nelle loro mani.

Un mondo destinato a migliorare, in seguito alle loro azioni e alle loro decisioni? Chissà. Abilmente, Moore lascia il lettore nel dubbio, cambiando un'ultima volta le carte in tavola proprio nell'ultima pagina della sua storia ...

Ma la semplice esposizione della trama di Watchmen non basta a rendere giustizia ad una storia eccezionale: la stessa trama, in mano a un altro autore, avrebbe prodotto risultati ben diversi, forse anche mediocri. Alan Moore, con la sua cura quasi maniacale di ogni dettaglio, di ogni inquadratura, e soprattutto di ogni minima sfumatura che possa servire a caratterizzare i suoi personaggi, va ben oltre quello che potrebbe fare un qualsiasi altro autore di fumetti: come dimenticare il quarto capitolo, Watchmaker, in cui il dr. Manhattan ripercorre i momenti più importanti della sua vita, ma senza mantenere l'ordine temporale degli avvenimenti? In grado di vedere nel futuro come se si trattasse del passato - anche se non sempre - vanamente il superuomo cerca di trovare un senso alla sua esistenza: anche "cambiando l'ordine dei fattori" il risultato rimane oscuro. Sarà solo alla fine della storia, grazie ad un piccolo, ma inaspettato colpo di scena, che i suoi dilemmi troveranno una soluzione.
E che dire, poi, del capitolo numero sei, The abyss gazes also, in cui uno psichiatra spera di trovare fama e successo - che potrebbero cambiare la sua vita, tranquilla ma avvolta nella mediocrità quotidiana - nell'analisi della psiche di Rorschach, arrestato da pochi giorni? Le interviste col pericoloso "vigilante" diventano lentamente un'ossessione alla quale lo psichiatra non può sottrarsi, coinvolto suo malgrado negli incubi del sinistro personaggio: saranno questi, alla fine, ad avere la meglio, mentre i sogni di raggiungere fama e successo svaniranno sotto gli orrori che Rorschach rivelerà poco a poco.
E non è forse un capolavoro il quinto capitolo, Fearful Simmetry? Costruito in modo da racchiudere due livelli di simmetria, il primo fra le pagine che lo compongono (in relazione la prima con l'ultima, la seconda con la penultima e così via), il secondo fra le vignette di una stessa pagina, scandisce, nel loro succedersi quasi monotono eppure geniale, il lento ed inesorabile evolversi della storia verso uno dei suoi climax (l'arresto e lo smascheramento di Rorschach).

Ma capolavoro nel capolavoro, storia nella storia, è soprattutto la narrazione parallela di un altro fumetto, che si snoda nel corso dei capitoli 5, 8, 10 ed 11, letto da un ragazzo che passa parte del suo tempo seduto accanto a un'edicola: è una storia di pirati dai molti risvolti orrorifici, che narra di come le preoccupazioni di un naufrago, unico scampato ad un massacro, si trasformino lentamente in deliri paranoici: deliri che alla fine lo condurranno all'inevitabile rovina e al ricongiungimento (nella morte? o peggio?) con i suoi compagni. La storia si sviluppa accanto a quella principale, facendole da contrappunto ed evidenziandone, con i suoi passaggi che sembrano ogni volta sottolineare quanto accade nelle vignette circostanti, i momenti salienti. Alla fine, le due narrazioni si fondono in una conclusione pessimistica, ma nondimeno magistrale.

Dotato della caratteristica, tipica dei capolavori, di far scoprire al lettore nuovi dettagli ad ogni rilettura, Watchmen rappresenta il punto d'arrivo, insuperato e probabilmente insuperabile, di quasi cinquant'anni di fumetti supereroistici. Inserendo abilmente alcuni temi tra quelli meno sfruttati (per esempio: i supereroi, oltre ad avere i loro problemi, sono davvero amati dalla gente?) su di un'ossatura a metà tra la fantascienza e il "noir" all'americana, Alan Moore realizza una specie di miracolo: una storia a fumetti che non ha nulla da invidiare a un "vero" romanzo, e che fin dai primi tempi dopo la sua apparizione è stata corteggiata dal mondo del cinema; mondo, tuttavia, che non riesce, a quasi 20 anni di distanza, a tradurre in immagini quella che molti considerano una sceneggiatura già pronta in tutti i suoi particolari. E' forse perché tradurre un fumetto in immagini è particolarmente difficile? Non si direbbe, a giudicare dai vari Batman, Spiderman, Devil e X-men apparsi sul grande schermo negli ultimi anni. Che sia allora il timore di sminuire un'opera di così grande valore? Eppure il cinema non ha esitato a distruggere capolavori della letteratura e del fumetto, quando la cosa serviva ad aumentare gli incassi.

Chissà. Forse c'è veramente qualcosa di inarrivabile, in Watchmen!

Per chi volesse approfondire, esistono moltissime pagine web che parlano di Watchmen, o di alcuni aspetti particolari della storia. Per esempio, in italiano:
- http://www.rorschachonline.it/online/source03/ror62.htm (una recensione breve, ma attenta)
Oppure, in inglese:
- http://www.ultrazine.org/ultraspeciali/UM014/solinas/solinas_english.htm (un'altra recensione)
- http://www.links.net/vita/fwp/dox/watchmen.html (se ne parla anche all'università!)
Ma soprattutto:
- http://www.capnwacky.com/rj/watchmen.html (the Annotated Watchmen: tutto quello che c'è da sapere sulla storia e i personaggi, compresa un'analisi, pagina per pagina, di tutte le vignette interessanti)

 

  Andrea Carta © 2004