Editoriale

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Assaggi di carta

 

Il compimento del primo lustro di Continuum viene festeggiato in grande stile, con un numero ricco di motivi d’interesse e con la consapevolezza di esserci guadagnati ben tre nomination ai Premi Italia che verranno assegnati il 20 marzo p.v.

Sul primo punto lascio ai lettori il piacere di scoprire alcune novità ed alcuni graditissimi ritorni sfogliando le pagine elettroniche del presente numero, benché nel prosieguo di questo editoriale darò delle anticipazioni a completamento degli argomenti affrontati.

Circa i Premi Italia, invece, mi preme spendere qualche parola in più.

Premesso che dal mio personale punto di vista i premi lasciano un po’ il tempo che trovano, nel senso che non sono strumenti di misura affidabili della gerarchia dei valori delle opere (va infatti tenuta presente l’esistenza di altri parametri che influenzano i voti, ed in merito a ciò Silvio Sosio asserisce: “Il Premio Italia è un premio alla qualità ma anche, indubbiamente, alla popolarità” (1)), vale la pena fare delle brevi riflessioni sui consensi raccolti dalla nostra rivista.

Da un punto di vista strettamente numerico i risultati ottenuti al concorso sono lievemente inferiori a quelli dell’anno precedente (tre finali contro le quattro della buona edizione 2005), ma andando a leggere i dati con maggiore attenzione si scopre che per la prima volta nella sua (relativamente) breve vita, Continuum è in lizza in tutte e tre le principali categorie nelle quali era candidabile.

Mai prima d’ora, infatti, avevamo raggiunto la finale nella speciale classifica degli articoli su pubblicazione amatoriale ed a sfatare questo tabù ci ha pensato Enrico Di Stefano con “Juan Zanotto, un disegnatore per la fantascienza” (Continuum n°16).

Nell’annata precedente tre nomination su quattro ci vennero assegnate per racconti, mentre quest’anno ci sarà solo uno dei nostri ad aspirare alla palma della migliore storia pubblicata su rivista amatoriale web.

Indovinate chi è? Esatto, Vittorio Catani (2), che per il terzo anno consecutivo ha portato la narrativa di Continuum in finale al trofeo.

Resta ancora una nomination, e si tratta di qualcosa riguardante l’intero staff della rivista: quella come miglior pubblicazione amatoriale web.

Ringrazio pubblicamente Vittorio ed Enrico che con le loro opere hanno dato ancora una volta lustro alla nostra fanzine e ringrazio coloro i quali ci hanno sostenuto durante tutto l’anno e non ci hanno fatto mancare il loro apporto al momento del voto.

Per quanto soggetti ad imprecisioni e incongruenze (si diceva appunto che la qualità non è l’unico fattore determinante nella corsa al premio) i risultati parziali ottenuti sono dei lusinghieri riconoscimenti al nostro lavoro, e di ciò non possiamo non sentirci gratificati.

A mio avviso, comunque, la soddisfazione più grande è quella di riuscire a pubblicare quattro corposi numeri all’anno rigorosamente ed esclusivamente di fantascienza (nel rispetto della nostra linea editoriale) e di conservare un nutrito gruppo di lettori.

A tal fine il terreno della diffusione telematica è l’ideale, appagando completamente le esigenze di una realtà radicata nel fandom come Continuum ed avente gioco forza i limiti (soprattutto di tempo e di danaro) correlati alla sua amatorialità.

Forse sarò poco credibile in quanto il mio ruolo non mi permette di esprimermi altrimenti, ma l’editoria elettronica non ha nulla di meno nobile e prestigioso di quella cartacea.

C’è chi propugna l’insostituibilità del libro stampato, alla luce del piacere della tangibilità e io stesso riconosco ai volumi la capacità di esercitare un fascino assolutamente impareggiabile. Tuttavia, senza indugiare in inutili afflati romantici, una simile reticenza alle innovazioni mediatiche non è giustificata da solide motivazioni concrete e anzi manifesta un’inerzia mentale di cui sarebbe opportuno disfarsi.

In realtà i volumi ingombrano, ingialliscono, s’impolverano, si deteriorano, si perdono, si esauriscono e costano di più. Oltretutto abbisognano di carta di prima qualità, ed in tempi in cui i temi ecologici si fanno sempre più pressanti questo non è un problema da poco.

Gli inconvenienti fin qui esaminati non riguardano e-book e famiglia, per cui indubbiamenteil futuro è volto verso il supporto impalpabile su cui noi di Continuum stiamo lavorando da cinque anni.

L’infondatezza del pregiudizio nei confronti delle frontiere aperte dall’era informatizzate non deve però indurre a sminuire o a guardare con sufficienza le riviste fedeli alla via cartacea.

Esse si agganciano con dignità e a prezzo di notevole fatica alle origini del nostro movimento, mantenendo viva la tradizione dei magazine e costituendo un’elegante alternativa alla multimedialità totalizzante.

L’impegno valido e generoso di chi sceglie di offrire della fantascienza su carta stampata merita quindi un elogio particolare in un momento di svolta in cui la concorrenza elettronica (spesso gratuita) è spietata.

In tale ottica, esiste da sempre un enorme rispetto reciproco tra noi di Continuum e le varie Futuro Europa, Robot, Fondazione, Future Schock e via dicendo, al punto che a volte si sono create delle fruttuose quanto genuine sinergie tra la nostra testata e le altre.

Ma i punti di incontro tra la fantascienza cartacea e quella web possono essere molteplici e di diversa natura.

Ad esempio in questo periodo stiamo promuovendo contemporaneamente le antologie firmate da due dei nostri più affezionati autori: “E la padella disse…” di Donato Altomare e “Storie dal Villaggio Globale” di Vittorio Catani (di cui si possono leggere le recensioni nel presente numero di Continuum ad opera di Fabio Calabrese ed Enzo Verrengia).

Più singolare però è che dei due imperdibili volumi Continuum abbia offerto dei gustosi assaggi in anteprima, i quali dovrebbero sollecitare qualsiasi appassionato ad acquistare le magnifiche antologie in cui sono incluse le storie proposte dalla nostra fanzine.

I lettori ricorderanno infatti l’apparizione sulle pagine di Continuum di “2048: Un giorno qualunque” (n°4) e “Dodici sotto zero” (n°8) di un Altomare brillante nella sua vena umoristica, mentre di Catani abbiamo avuto il privilegio di presentare “Il mattino color sogno” (n°3), “Deserto azzurro” (n°6), “L’effetto Locke-Barnie” (n°7), “L’Obelisco di sangue” (n°9) e “La tarda estate” (n°12).

Analogamente, è in preparazione un’antologia di racconti di Fabio Calabrese presso la Perseo Libri intitolata “Occhi d’argento”, di cui Continuum ha già pubblicato “Darwiener” (n°1), “La sagola” (n°4), “Una notte d’estate” (n°5), “Gaia” (n°7), “Un buco nel cielo” (n°9) e “La casa delle orme” (n°12).

Siamo fin d’ora in grado di anticipare una recensione del libro ormai imminente di Calabrese, un pezzo che apparterrà prevedibilmente al numero successivo alla pubblicazione dell’antologia e di cui si è incaricato con la consueta solerzia e disponibilità il nostro Donato Altomare.

Chiudiamo il cerchio segnalando un’iniziativa di cui potrete leggere i dettagli nella rubrica riservata agli eventi: solo ed esclusivamente ai lettori di Continuum gli amici di RiLL concedono l’acquisto delle due straordinarie antologie “Mondi Incantati” e “Ritorno a Mondi Incantati” (contenenti racconti di autori del calibro di Altomare, Cola, Valzania e Mongai) ad un prezzo scontatissimo.

Un’offerta speciale di cui ringrazio sentitamente RiLL e della quale mi auguro i nostri lettori sappiano approfittare, a conferma di come i terreni del web e della carta siano profondamente diversi, ma anche attigui e biunivocamente integranti.

 

Roberto Furlani

 

 

 

 

(1) Silvio Sosio, “Premio Italia, ventisei nomination”, Corriere della Fantascienza,14 febbraio 2005

(2) Vittorio Catani, “Il ghiaccio ed il fulgore di Dio”, Continuum n°15