Il numero del decennale

Dieci anni fa nasceva Continuum, la rivista di fantascienza telematica che ancora oggi vi accompagna offrendovi racconti, articoli, recensioni e reportage.
Il presente numero è nato con l'intenzione di celebrare questa ricorrenza, con un'edizione più voluminosa del solito e un po' di amarcord.
Benvenuti alla festa di Continuum.  

 

Continuum compie dieci anni 

Quando assieme a Fabio Calabrese fondai Continuum, non avevo immaginato che la fanzine che stava nascendo sarebbe riuscita a festeggiare i dieci anni di vita.
In realtà non mi ero nemmeno preoccupato di congetturare circa la futuribilità di questa esperienza: essa aveva preso forma fondamentalmente da un’opportunità e da un’esigenza, ma non avevo idea di quanto queste due condizioni sarebbero durate nel tempo.
L’opportunità era quella che mi veniva offerta dall’amicizia di Fabio, che avevo conosciuto un anno prima e che sembrava molto felice di mettere a mia disposizione i suoi racconti e articoli. Poter contare sulla collaborazione di un autore attivo nel fandom e che portava in dote una notevole mole di materiale di qualità, dava delle garanzie circa uno start-up non eccessivamente doloroso. Bastava che qualcuno degli autori di sf che conoscevo da tempo per via epistolare fosse disposto a cedermi di tanto in tanto un racconto o un articolo e il gioco era fatto: una struttura costituita da due colonne portanti (Fabio e il sottoscritto, appunto) e un gruppo di autori che si sarebbero avvicendati con una certa frequenza.

Incidentalmente, in seguito le cose sarebbero cambiate profondamente con la crescita della rivista, che si sarebbe appoggiata su nuovi pilastri (Gianni Ursini, Gianfranco Sherwood e Andrea Carta, tanto per fare dei nomi) sgravando il curatore di un bel po’ di compiti (infatti sui numeri più recenti trovate una quantità di miei articoli e racconti minore di quanti ne pubblicassi in passato) .
L’esigenza che ci ha spinto a fondare Continuum era quella di avere una rivista web di fantascienza (non di fantastico in genere, né di una nicchia in particolare come il cyberpunk o la space opera), completamente gratuita, ben curata e dove potessero convivere esordienti promettenti e firme illustri.
Il fatto che dopo dieci anni siamo qui a parlarne significa che l’opportunità è stata pienamente sfruttata, trasformandosi da occasione circoscritta dal punto di vista temporale e della visibilità a una realtà sufficientemente solida e importante da superare indenne lo scorrere di un lasso di tempo così lungo.
Continuum oggi è una pubblicazione dall’identità ben delineata e riconoscibile, che si propone di dar spazio alla fantascienza in tutte le sue forme e manifestazioni (dalla narrativa alla cinematografia, passando per i convegni e i fumetti), non disdegnando di assumere talora una verve polemica o quantomeno una vivacità dialettica (si pensi per esempio a certi articoli di Calabrese o a certe recensioni di Ursini).
Il percorso di Continuum, così come di qualsiasi esperienza di ogni tipo che sia duratura nel tempo, ha attraversato indubbiamente degli alti e dei bassi, ma se dovessi individuare un punto di svolta, una tappa cruciale che ha determinato in modo significativo la crescita della fanzine, indicherei probabilmente la creazione di rubriche affidate ad alcuni nostri autori.

Nella generalità di argomenti che un comune numero della rivista tratta, il lettore sa di avere ottime probabilità di trovare un fumetto analizzato da Andrea Carta, un film andato ingiustamente perduto nei meandri della memoria della cinematografia fantascientifica che ci viene riproposto da Gianfranco Sherwood, un film dalle forti inclinazioni cyberpunk recensito da Giovanni De Matteo nelle sue `Visioni Cyberpunk`, una interessante confronto tra due libri proposto da Alberto Panicucci, un capitolo del `Manuale della fantascienza` di Fabio Calabrese.
Non è una vera e propria rubrica autonoma, ma tra le iniziative legate al nome di un nostro autore va annoverato senz’altro anche il “Diario di bordo” di Fabio Calabrese, in cui (nel primo numero dell’anno) si fa il riassunto del precedente anno fantascientifico, con un’attenzione particolare al panorama nostrano.
Giovanni De Matteo, invece, preferisce uscire dai confini italici per proporci le più importanti novità della fantascienza a livello internazionale, con degli articoli che non costituiscono un appuntamento fisso ma risultano estremamente preziosi per permettere al lettore di gettare uno sguardo verso le direzioni e le dinamiche alla base dell’evoluzione (in corso d’opera) della sf.
Quanto detto sinora attiene alla struttura classica dei numeri di Continuum, ma c’è da dire che nel corso degli anni sono usciti dei numeri che di classico avevano ben poco, nel senso che pur mantenendo lo scheletro tradizionale erano, da un punto di vista contenutistico, diversi dagli altri.

Se il più delle volte (a partire dal n°1) si è cercato di sposare la pluralità tematica, in alcune circostanze abbiamo realizzato delle monografie, ovverosia dei numeri speciali incernierati su degli argomenti specifici. La prima volta che questo accadde fu con Continuum n°10, il quale focalizzava l’attenzione sul patriottismo nella fantascienza. Successivamente dedicammo un numero (il 13) al cinema di Mariano Equizzi, un altro (il 16) al pianeta Marte, visto sia dal punto di vista scientifico che fantascientifico. Fu poi la volta della monografia sullo scrittore di romanzi e fumetti Mino Milani (Continuum n°24) di cui ospitammo pure un racconto a metà tra la fantascienza e il fantasy. Due numeri dopo, ecco l’imponente Speciale Connettivismo, che ancopra oggi costituisce probabilmente la più importante iniziativa che una rivista di fantascienza generalista abbia dedicato alla nuova corrente della sf made in Italy che tanto ha fatto parlare di sé.
L’ultima monografia (se eccettuiamo il presente numero celebrativo, che comunque cosituisce un’occasione a sé e presenta vincoli tematici senz’altro meno stringenti) risale al n°29, dedicato ai viaggi nel tempo.
C’è da dire, comunque, che al di là delle monografie Continuum è anche la fanzine che dedica più spazio al Festival Internazionale della Fantascienza, con dei ricchi reportage che prepariamo sin dal 2000, anno della rinascita del Festival. A essere sinceri, però, questo primato non va annoverato come un merito, bensì come conseguenza di circostanze logistiche, in quanto parte dello zoccolo duro della nostra rivista (Ursini, Calabrese e il sottoscritto) risiede proprio a Trieste, dove hanno luogo le edizioni della rassegna.

Un altro primato che non va inserito nella lista delle cose di cui andare orgogliosi è il fatto che Continuum sia la prima rivista web italiana di sf a essere bruciata in un incendio. Infatti, fino al n°16 il provider che ospitava la nostra fanzine era Xoom (poi unitosi in sodalizio con Tin e Virgilio). Accadde che la sala macchine della Xoom fu colpita da un incendio che danneggiò i server della compagnia e (inevitabilmente) i dati in essa contenuti. Parte dei numerri di Continuum che andarono persi non è ancora stata recuperata, ma contiamo di porre rimedio, prima o poi.
Ad ogni modo, sempre a proposito di questioni legate ad aspetti informatici, un altro numero che ha rappresentato un passo significativo per la fanzine è stato il 31, nel quale il sito cambiava la sua veste grafica grazie allo splendido lavoro di Sabrina Moles, che ci offriva un vestito più moderno e una notevole qualità in termini estetici e di navigabilità.
L’aspetto storiografico finisce grossomodo qui, anche se probabilmente avrò diomenticato di evidenziare qualche passaggio del nostro percorso o di citare qualcuno che invece sarerbbe stato giusto citare. Chiedo scusa per l’eventuale mancanza e passo oltre, nel tentativo di raffigurare un quadro d’insieme di questi dieci anni.
Se qualcuno mi chiedesse quali sono le maggiori soddisfazioni che ho raccolto in questo decennio, mi soffermerei soprattutto su due punti.
Il primo riguarda l’importanza che Continuum ha rivestito nel percorso fantascientifico dei nostri autori. Se la rivista è stata una buona vetrina per autori piuttosto attivi nel settore (Catani, Muzzi, Tanari…) va detto che ha anche contribuito a lanciare scrittori di enormi potenzialità (come De Matteo, Simone Conti, Annarita Petrino e Amedeo Pimpini, per esempio. Quello di Pimpini in realtà fu un caso a sé, visto che egli fu protagonista di un ottimo exploit con il ciclo di “Bluetown” ambientato nei pressi di una palude, pubblicò un racconto su Delos e poi praticamente sparì… un peccato). Inoltre abbiamo caldeggiato a riprendere la penna in mano autori che, per un motivo o per l’altro, non pubblicavano racconti inediti da un bel po’ (come ad esempio Donato Altomare e Gianni Sarti).
Ma parlavo di due motivi di soddisfazione: il secondo è che Continuum sia diventata una vera e propria squadra.
A titolo di esempio, cito un aneddoto. Qualche tempo fa chiesi a Claudio Tanari se per lui sarebbe stato un problema se avessi pubblicato un suo racconto in un numero anziché in un altro.
La risposta di Claudio fu qualcosa del tipo: “Per me non c’è nessun problema. Mi basta continuare a far parte della scuderia”.
Ecco ciò che intendo per spirito di squadra.
Quello che state leggendo è il numero che celebra questa squadra. Un numero volutamente autocelebrativo, dunque: crediamo che una volta ogni dieci anni possiamo permettercelo senza sentirci colpevoli di presunzione o di autoreferenzialità.
Del resto il compimento del decimo anno non è solo un traguardo, ma anche un momento di bilancio e di riflessione, con uno sguardo puntato verso il futuro, verso nuove sfide e nuovi propositi.
È per questo che ci permettiamo di festeggiare con un numero piuttosto voluminoso e importante, in una festa alla quale invitiamo tutti i nostri lettori.
Chiudo il presente editoriale ringraziando tutti coloro i quali hanno collaborato in questi anni con la rivista, chi ci ha fornito preziosi consigli e ha contribuito alla visibilità di Continuum e tutti i nostri lettori, sia quelli nuovi che quelli che ci seguono con affetto da dieci anni.

Questa festa è soprattutto per voi

 

 

Roberto Furlani

Ancora con voi Continuum, rivista di fantascienza telematica.

Narrativa, saggistica, immagini, fumettistica... e tanto altro ancora per una testata (sinora) davvero fortunata. Ma abbiamo bisogno di voi: mandateci suggerimenti, opinioni critiche, e soprattutto vostri elaborati come racconti, recensioni e saggi. Con il vostro aiuto Continuum non potrà che crescere ancora!

Eventi

Cronache da mondi incantatiOfferta speciale in esclusiva per i lettori di Continuum: “Cronache da Mondi Incantati” è la più recente antologia di racconti legata al Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico. Il volume ospita 19 racconti, molti dei quali di fantascienza ... [ continua »]

La Redazione

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Collaboratori:
Donato Altomare, Fabio Calabrese, Andrea Carta, Vittorio Catani, Nunzio Cocivera, Alberto Cola, Simone Conti, Giovanni De Matteo, Elena Di Fazio, Enrico Di Stefano, Roberto Furlani, Lukha Kremo Baroncinij, Luca Masali, Sabrina Moles, Adriano Muzzi, Annarita Petrino, Amedeo Pimpini, Antonio Piras, Salvatore Proietti, Giampaolo Proni, Gianni Sarti, Gianfranco Sherwood, Claudio Tanari, Ivo Torello, Gianni Ursini, Enzo Verrengia, Alessandro Vietti.